DE ORIGO THEATRI MENDICATIONIS

 

Se si chiede ai montalcinesi del Teatro dell'Accatto (o più semplicemente "l'Accatto", come dicono i più) saranno ben pochi a non sapere di cosa si tratti. Ma certamente pochissimi saprebbero dire quando ha emesso i primi vagiti. Forse solo quei pochi - una decina - che in una sera d'autunno del 1984 si sono ritrovati a tenere a battesimo un qualcosa che ormai è in procinto di festeggiare i trent'anni di attività. Età ragguardevole, se si pensa a quanto breve vita hanno perlopiù iniziative spontanee come questa, prive di una formazione tecnica e metodologica. Iniziative che più che su una genuina passione artistica si reggono su un tenace spirito goliardico. È questa voglia di divertirsi che ha portato il Teatro dell'Accatto fin qui.
                In quel 1984 è Ginola che prende in mano l'iniziativa raccogliendo intorno a sé un gruppo di ragazzi sui vent'anni e che li porta, nel luglio dell'anno seguente, a inscenare sul palco improvvisato nella ex chiesa di San Francesco la commedia L'Antenato di Carlo Veneziani. Quella che si era presentata come una ironica scommessa si tramuta subito in qualcosa di inaspettato, tanto che l'unica rappresentazione deve essere replicata a furor di popolo a distanza di un mese. Ed è proprio a pochi giorni dalla "prima assoluta" che viene scelto il nome, il quale volontariamente o meno testimonia un impegno che non si limita ai componenti del gruppo, ma che coinvolge l'intera popolazione ilcinese, destinataria della annuale questua primaverile di vestiti, oggetti, mobilio e quant'altro possa servire all'allestimento degli spettacoli.
                Superato con una certa dose di incredulità il "test" dell'85, il TdA (acronimo ad uso prevalentemente interno) cerca la riconferma l'anno successivo con un'altra commedia brillante in lingua italiana. Ma già i preliminari dell'allestimento sono incoraggianti: se è vero che alcuni dei commedianti de L'Antenato abbandonano l'iniziativa, è altresì vero che diversi altri nuovi se ne aggiungono. Il ripetuto successo di pubblico decreta quello che, seppur nessuno dichiara apertamente, è oggettivamente certo: il TdA ha cessato di essere un gioco, una scommessa da vivere anno per anno. Ora è qualcosa di definitivo per Montalcino.
                Gli anni '87-'88 sono quelli del vernacolo, prima con il classico toscano per eccellenza, L'acqua cheta, poi con Le Forche Caudine. Quindi ecco il salto di qualità con gli anni '89-'90, il "biennio Feydeau". Proprio durante la massima crisi d'organico, con due atti unici di sei e sette personaggi l'uno, viene tentato un genere e uno stile di recitazione assai più impegnativo del solito. Il risultato è ottimo, grazie anche ad un'attenta cura nella realizzazione scenografica che non sarà più abbandonata.
                Il 1991 è anno cruciale: oltre al rinnovato entusiasmo (saranno in quindici a calcare il palco!) quello è l'anno della "conquista" del Teatro degli Astrusi, il teatro comunale prima inagibile e degradato a sala multifunzione, ora restaurato e deputato ufficialmente a luogo di rappresentazioni teatrali. A questo si aggiunge che alla prima del lavoro inscenato, Casa nova, vita nova (commedia dalla quale è stato tratto un celebre film - Arrangiatevi! - interpretato da Totò e Peppino De Filippo, mica niente!), è presente uno dei due autori fiorentini, che si congratula con sincero entusiasmo...
                La regia di Ginola prosegue ininterrottamente per tre anni con La lettera di mammà (di Peppino de Filippo), altro "pezzo forte" del gruppo, poi con In città è un'altra cosa, ed infine con Il nudo e la nuda. Nel '95 e nel '96 prende Leonardo le redini del gruppo, permettendo ai pochi ragazzi superstiti, gli "irriducibili" rimasti, di portare sulle scene due atti unici di Dario Fo. Il gruppo si prende un intero "triennio sabbatico" dal 1997, un lungo stop che non intacca però lo spirito di fondo, tanto che chi aveva dato il TdA per disperso se l'è ritrovato energico e motivato nel 2000.

 
                Ormai indirizzato su commedie brillanti in lingua italiana, pur senza pregiudizi nei confronti del vernacolo, il gruppo vive da questa data il suo miglior momento in fatto di organico, e riesce a mettere in scena lavori con ben undici (Benportante sposerebbe affettuosa, Non sparate sul postino!), tredici (Le pillole d'Ercole), quindici (Si unisca a noi!) e sedici personaggi (Va' a fidarti degli angeli...). Alla data oltremodo importante del 2005 il TdA vede la massima partecipazione attiva, arrivando al ragguardevole numero di venticinque componenti, cosa che ha permesso (o costretto, fate voi...) di sdoppiare la Compagnia e portare sulle scene due lavori distinti: la farsa grottesca Delitto al castello e la commedia brillante Il letto ovale, il successo delle quali è stato coronato prima dalla messa in video delle due commedie da parte dell'emittente senese Canale 3 Toscana, poi dalla realizzazione di una piccola tournée nei teatri di Roccastrada (Gr) - nell'ambito della rassegna "Sem Benelli" in concorso con altre tre Compagnie, dove la nostra Simonetta Bernini si è guadagnata il premio di miglior attrice - e Siena (Teatro del Costone) con Il letto ovale; di Arcidosso (Gr) e Cinigiano (Gr) con Delitto al castello.
Nel 2006 il numero dei nostri soci, seppur calato di qualche unità, ci ha permesso di riproporre l'esperienza dei due lavori, due commedie brillanti inglesi: Colto in flagrante e quel vero e proprio classico che è Niente sesso, siamo inglesi, mentre nel 2007 abbiamo inscenato le commedie Spirito allegro e Il colpo della strega. Il 2008 è stato uno di quegli anni che rimarranno nella nostra memoria, con la grande riuscita de La strana coppia, esportata con successo a Buonconvento (Si), Arcidosso (Gr) e soprattutto al Teatro dei Rozzi di Siena, e di Cercasi tenore.
Nel 2009 abbiamo mantenuto le promesse dell'anno precedente con l'ottima riuscita di due lavori di non facile realizzazione: Rumors - riproposto nuovamente al Teatro dei Rozzi di Siena - e Il matrimonio perfetto, rappresentato anche ad Arcidosso (Gr). Con il 2010 torniamo dagli USA e approdiamo in Francia, con quel capolavoro che è La cena dei cretini, replicato a San Quirico d'Orcia (Si) e - ancora una volta - Arcidosso (Gr), ormai la nostra seconda casa. Non tradiamo però la cara, vecchia Inghilterra, con la realizzazione della commedia brillante Chiave per due.
Poi arriva l’anno d’oro, il 2011. Ormai fedelissimi di Ray Cooney, portiamo in scena un suo gioiello, Taxi a due piazze, uno dei nostri lavori più riusciti. Ma soprattutto affrontiamo un genere nuovo e più impegnativo con L’anatra all’arancia. E qui forse abbiamo dato il meglio di noi stessi, tanto da tirarci su una vera e propria mini tournée: Buonconvento (Si), San Quirico d’Orcia (Si), Siena - di nuovo al Teatro dei Rozzi. Niente di nuovo, fin qui. Ma stavolta siamo andati anche fuori della Toscana, partecipando a due rassegne nazionali: ad Allerona (Tr) e a Prata di Pordenone (Pn), dove abbiamo fatto - diciamocelo - nostra porca figura, e raccolto un premio (Riccardo Bigi, miglior attore protagonista ad Allerona) e due nominations (Marco Mariotti, miglior attore non protagonista ad Allerona e a Prata di Pordenone). Non male...
Nel 2012, causa forza maggiore, abbiamo dovuto mettere in scena una sola nuova rappresentazione, e abbiamo realizzato L’importante è farla franca…, mentre nel 2013 siamo tornati al “doppio” con Back from Casablanca e Funny money.
Nel 2014 la tegola: il Teatro degli Astrusi è inagibile per un problema alla struttura. Ma non ci perdiamo d'animo e, grazie anche alla tempestività con la quale l'Amministrazione comunale allestisce uno spazio alternativo, riusciamo a realizzare Nove piani di..., e, nel 2015 Black comedy.
 
Un abbraccio a tutti.
 
Continuiamo il nostro viaggio...

 

 

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